
Ogni tanto mi capita di pensare un po’ in giro, p.es. a un amico che ho amato tanto.
Perché? Ho tempo e non mollo finchè non mi rispondo.
Intellettualmente compatibile.
Era vero? No era internet.
A un’amica con cui ho parlato, e ascoltato molto. Non abbiamo niente in comune.
Perché?
Stanotte c’è davvero una luna da paura. E’ piena, è scomparsa per qualche attimo,
un’eclisse. E’ tornata e ha una luce spettrale, è tutto bianco intorno.
Molto piu’ chiaro che la luna d’estate.
E’ perché gli alberi non hanno foglie e quello che si vede è tutta la luce.
E’ la luna d’inverno. Il 21 primavera, ma lo sarà davvero solo dopo il plenilunio di aprile,
pasqua è sempre la prima domenica dopo il primo plenilunio di primavera,
ancora qualche settimana, quattro.
Leggo pochi giornali, il Corriere della Sera mi ha dato un brutto colpo, se volevo
schierarmi compravo la Repubblica. Non mi è mai piaciuto Mieli, mai, adesso a Milano
il 35 percento del corriere torna invenduto,
non sapevo che fossero tanti quelli rimasti male come me,
senza il mio consenso mi trovo a far politica..
Mentre sono lì che rimango male, partiamo da milano con due gatti, taxi e stazione, ore 11.
Alla una c’è la guerra in corso Buenos Aires, lì dove si vedono le macchine che bruciano,
quella è la casa nostra.
Se si possono figurare le generazioni viventi come tutte comprese nell’arco di una stessa giornata,
c’è chi è nato alle 9 di mattina, cappuccino e brioche, e chi alle due, digestivo dopo pranzo.
Non si potranno mai vedere le stesse cose dallo stesso punto di vista. Prima o poi salta fuori
questa differenza di esperienze, e non sembrano facilmente comunicabili.
Quindi ho sfogliato la Repubblica di qualcuno, oggi. Una pagina intera su un libro americano,
una scrittrice ha detto no allo shopping e già da un anno, e lo ha fatto veramente.
Toh, ma anch’io! Dice che è dura. Le credo, lei vive a dieta in quella città , New York?,
dove era abituata da una vita a comprare.
Per me è piu’ facile qui in campagna, qui il golfino deve avere un paio di buchi per essere credibile
e non parlare delle scarpe.
E poi io mi sono sfogata tanto, un minimo di 8oo pullover all’anno,
un quattrocento pantaloni, sui centotrenta capi spalla ma credo di piu’,
ho comprato tutto quello che mi piaceva e l’ho fatto con desiderio personale, il mio negozio mi subiva negli acquisti,
di questo e quello
uno per me, se avessi trentanni metterei questo osé, se fosse di sera questi sono perfetti,
questo è troppo bello, solo chi lo capirà se lo comprerà.
E’ stato facile lasciare, ho fatto il pieno, altroché shopping di sabato mattina.
Per non parlare di cappellini d’inverno, da spiaggia e di accessori.
Le borse poi, me le sono fatte da sola.
E’ la prima primavera che passerò in campagna, e Dio ti prego di darmene altre, anche molte.
Perché ho già sbagliato delle cose, e devo rimediare.
Per mancanza, il caffaro con lo zolfo bagnabile al 3% oggi è già troppo tardi, ci sono ormai le gemme,
e troppo presto il rinforzo all’1%.
Per eccesso, in una serra ho cercato cose per l’orto alto che diventasse un cestino d’estate,
quindi niente primule, né viole né ranuncoli.
Ma ero sotto un tunnel di pastica che pulsava per i colori dei fiori.
Se li metti in terra e non nei vasetti, loro sono perenni, l’anno prossimo rispuntano come
una vecchia meravigliosa fotografia da un cassetto dimenticato.
Lì in ginocchio ho riempito una cassetta di blu e una di tutti i rossi e viola.
Nei blu c’è il celeste il giallo e il turchino, negli altri il fucsia l’arancio il rosa.
Ho imparato una cosa, a fare primavera in casa. Prendi un ramo di mandorlo, un legnetto
marrone con bozzoli scuri e serrati.
Metti in un bel vaso, acqua tiepida e un giorno hai fiori bianchi aerei, un profumo delicato.
Bastano tre rami e fai una arredamento, un vaso in ogni stanza
con fiori di colori diversi, il melo il pesco.
Un miracolo. Chissà il ciliegio.
Facile non pensare allo shopping qui. Difficile non pensare a pensare.
La gatta sta bene con noi, si è ambientata. Ha mille nomi, Crema, Celestina, Selvaggina
Micia, detti tutti con tenerezza, che ti scappano dalla bocca.
Mi fa gli agguati nel campo,
fa le fusa guardandomi solo a chiamarla,
è dolce e forte di carattere
e non ha paura del Gatto che, era naturale capirlo, un po’ la ama la odia e la rispetta.
Non ha neppure dieci mesi e ha già visto l’inverno milano e la neve.
5:00:30 AM
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